…a volte si deve rinunciare.
Capitolo III – Parte III
Per un pezzo andarono avanti così, con il Capitano che lo esortava ad imprimere tutta la sua potenza nei passaggi, pur esigendo, al contempo, che fossero precisi al millimetro e al millesimo.
L’inusuale esercizio gli stava tornando comunque utile, perché in questo modo riusciva a capire la differente angolazione di un tiro a seconda della postura che il Kaiser assumeva con piedi, gambe e anche il resto del corpo, potendo studiarne, ogni volta, anche la più piccola variazione da un punto di vista completamente opposto al solito, in cui si trovava di fronte all’avversario. Poi avrebbe potuto sfruttare quanto imparato mettendolo in pratica tra i pali, e i suoi interventi sarebbero diventati sicuramente più efficaci, potendo basarsi non solo sull’intuito ma su dettagli oggettivi, e avrebbe pertanto anche migliorato i tempi di anticipo delle uscite sui tiri dentro l’area di rigore.
Dopo una breve pausa a base di semplice acqua fresca e silenzio, Schneider lo scrutò riflettendo per qualche istante, poi domandò – Pensi di essere pronto per provare a parare, portiere? – Le iridi scure si infiammarono come tizzoni – Sono nato pronto, Capitano. – Aggiustò la visiera e corse subito a mettersi in posizione. Genzō ci mise tutto il suo impegno e determinazione, ma il nuovo tiro era ancora più potente dei soliti shots, non per niente lo aveva ribattezzato FireShot: eccome se bruciava!
Ma, l’istinto del lupo è come il vizio: non si perde. E ad ogni tiro, Wakabayashi andava sempre più vicino a riuscire a toccare la palla. ~ Ed io che credevo di usarlo sabato come arma segreta… di 'sto cazzo! Mi sa che ci devo lavorare ancora un po' su. ~ Si bloccò proprio un istante prima di calciare l’ennesimo e sogghignò, vedendo il portiere sbilanciarsi in avanti per poi guardarlo con aria interrogativa. – Stavolta credo proprio che per vedere il 50% devi andare prendere il libro di algebra! – A dire il vero aveva dei seri dubbi anche di riuscire a vedere proprio il pallone, ma gli rispose lo stesso con tono strafottente – Potrei anche decidere di smentirti, Capitano. –
– Facciamo un cosiddetto scambio equo? Tu mi aiuti a fare in modo che il FireShot sia imparabile, eccetto che da un unico portiere, ed io intanto ti alleno per essere in grado di pararlo. Ed entrambi ci sveliamo i barba-trucchi e i punti deboli dell’altro. Come la vedi? – Non poteva essere più soddisfatto, in quell’istante, ma non si mise ad esultare – Comandi, Capitano. Però forse sarebbe meglio cominciare subito, invece di perderci in chiacchiere… – In risposta, uno shot gli sfrecciò sibilando pericolosamente vicino al volto, insaccandosi in rete. – Attento a ciò che desideri, portiere: potresti ottenerlo… –
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