Anno nuovo, vita nuova, o vecchia?
Capitolo I – Parte I
La “Jenisch-Schule Privates Gymnasium” o, come più semplicemente veniva chiamata, “La Jenisch”, consisteva di un edificio principale a tre piani circondato da un grande cortile. A destra, un edificio più basso a due piani fungeva da dormitorio, a sinistra, un altro, più largo ma a un piano solo, che conteneva la mensa, la biblioteca e un grande salone, utilizzato come Aula Magna per riunire il corpo studentesco in assemblee o seminari, come sala proiezioni, teatro, e per le celebrazioni scolastiche.
I tre piani, nel corso degli anni, erano stati ribattezzati inferno, purgatorio e paradiso come nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Questo perché le classi dalla 5ª alla 8ª erano situate al pianterreno, insieme agli uffici del Rettore, del Vicepreside, la Segreteria, l’Aula Ricevimento Parenti e l’Aula Docenti; inoltre c’era anche lo stanzino dei bidelli, perciò tirava sempre aria di Gestapo. Al secondo piano, poi, si trovavano le classi dalla 9ª alla 12ª, non c’erano uffici e la sorveglianza del personale era ridotta. Infine il terzo piano era “riservato” alle classi dell’ultimo anno, i cui alunni di 13ª, raggiungendo la maggiore età, acquisivano ulteriori privilegi.
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